L’arrivo all’Hu. Hotel è già un piccolo assaggio dell’atmosfera cittadina.
L’edificio nasce come Tennessee Trust Building, costruito tra 1905 e 1906, uno dei primi “grattacieli” del downtown di Memphis, con un impianto Beaux-Arts e un passato da sede bancaria.
Oggi è stato riconvertito in boutique hotel, ma conserva ancora quel mix molto americano tra eleganza d’epoca, dettagli storici e posizione perfetta per muoversi a piedi nel cuore della città.
Se volete valutare anche altri indirizzi interessanti in downtown Memphis, i nomi che ci eravamo segnati sono: The Peabody, per chi vuole stare dentro un’icona vera della città aperta nel 1869, dove ogni giorno alle 11:00 si attua la “Peabody Duck March”: le papere dell’hotel scendono in ascensore dal loro “palazzo” sul tetto alla hall, sfilano su un tappeto rosso fino alla fontana, dove restano fino alle 17:00, per poi tornare su, il tutto guidato da un Duck Master. ; ARRIVE Memphis, più boutique e con un taglio contemporaneo; Hyatt Centric Beale Street Memphis, comodissimo per chi vuole stare praticamente dentro il distretto musicale; Canopy by Hilton Memphis Downtown Beale Street, soluzione più lineare ma in posizione molto comoda tra Beale, stadio e centro.
Per cena, Charlie Vergos’ Rendezvous è uno di quei posti che non hanno bisogno di grandi introduzioni.
Aperto dal 1948, nascosto in un seminterrato in un vicolo di downtown, è il tempio delle celebri dry-rub ribs di Memphis.
L’ambiente conta quasi quanto il piatto: luci basse, muri pieni di storia, foto di Presidenti in visita, gagliardetti delle squadre sportive locali e fucili, tavoli serrati, rumore di sala e quella sensazione da istituzione locale che non ha alcuna intenzione di aggiornarsi per piacere a qualcuno: meno male!
Dopo cena, Beale Street resta una tappa inevitabile, ma vale la pena guardarla oltre la cartolina.
Fondata nel 1841, è stata un centro fondamentale per il commercio e la cultura afroamericana, per la nascita e la diffusione del blues e per una parte importante della storia sociale di Memphis.
Oggi è piena di insegne, musica live, turisti, energia un po’ costruita e un po’ autentica.
Ma sotto la superficie da entertainment district, la stratificazione storica si sente ancora.
La nostra chiusura di una lunghiiiiiissima giornata (volo di 10h e passa Malpensa – Atlanta la mattina all’alba, scalo, altre due ore per Memphis) è un drink sul modesto rooftop del nostro hotel con vista sull’Hernando de Soto Bridge e sul Mississippi.
A noi capita di trovarlo illuminato di viola e giallo, i colori dei Los Angeles Lakers, che Memphis si prepara ad accogliere per il giorno successivo.